Sale!

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Londra

Unveiled london!

Senza Vergogna

tratto da:
“Senza Vergogna”
Marco Belpoliti
Guanda

“La vergogna non c’è più. Quel sentimento che ci suggerisce di provare un turbamento, oppure un senso d’indegnità di fronte alle conseguenze di una nostra frase o azione, che c’induce a chinare il capo, abbassare gli occhi, evitare lo sguardo dell’altro, a farci piccoli e timorosi, sembra scomparso. Oggi la vergogna, ma anche il pudore, suo fratello gemello, non costituisce più un freno al trionfo dell’esibizionismo, al voyeurismo, sia tra la gente comune come tra le classi dirigenti. La perdita di valore della vergogna è contestuale a un altro singolare fenomeno: l’idealizzazione del banale e dell’insignificante. Lo sguardo ammirato di molti non si rivolge più a persone di notevole rilievo morale o intellettuale, bensì a uomini e donne modesti, anonimi, assolutamente identici all’uomo della strada o alla donna della porta accanto.”

Pausa di riflessione

Mi sono trasferito su facebook (ahimè)!

Douglas Gordon



…nella morsa del freddo…

rawrflat

Cale Ajioka

Palazzo Riso Palermo

foto

Apre a Palazzo Riso il museo d’arte contemporanea della Sicilia. L’inaugurazione della mostra è prevista per il 21 febbraio ’09. Durante le prime due giornate l’ingresso sarà gratuito per tutti.

Palazzo Riso

Anathallo

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Regole di Gennaio 2009

Regola n. 674: Su ogni telecomando c’è un pulsante la cui funzionalità è ora e sarà per sempre un mistero.

Regola n. 682: Non andare ad un rave party senza aver prima ingerito massicce quantità di acido.

Regola n. 684: Sempre un sorriso. Qualche volta un cenno del capo. Mai la strizzata d’occhio.

Regola n. 714: Se durante un viaggio dovreste incontrare un cartello con degli errori grammaticali che reclama la vendita di frutta, fermatevi e compratene uno.

Com’è bello… bla, bla…

Non me ne voglia perfettodifettoso, ma mi sono divertito troppo! Curiosità: ho preso a modello una lettera di un vero avvocato completamente sgrammaticato.

Studio Legale – Pinus Linneo – Avvocato

In nome e per conto della Confederazione dei sindacati europei delle Pinacee (ed in particolar modo delle associazioni di conifere, degli albies e dei pecci) , che mi hanno conferito formale mandato di tutelare la di loro posizione giuridica, vi narro quanto segue:

Gli impiegati nella filiera del natale, in particolar modo, quelli del settore specifico degli abeti natalizi veri, in prossimità delle feste, hanno grandi introiti. Questi introiti, se pur vero ingenti, sono esclusivamente contingentati durante un ridotto periodo dell’anno. Il Natale, appunto!

Da molti anni gli abeti natalizi (albies alba, nebrodensis, ecc.) crescono sulle montagne incontaminate d’Italia per una ragione esclusiva: quella di essere sradicati per adornare a festa le case di tutti, rendendo felici adulti e piccini che lo addobbano con l’utilizzo del loro finissimo ed elegante senso estetico. Questa opportunità è riconosciuta quale diritto inviolabile nei confronti degli abeti, i quali sono gli unici alberi, al di fuori delle piante da salotto, a poter accedere all’interno delle abitazioni dei privati secondo un antico privilegio. La Carta Europea sui Diritti delle Conifere attribuisce un intangibile diritto al lavoro e alla sicurezza sociale di tutti gli arbusti indiscriminatamente.

Contando sulle logiche sconclusionate della protezione maniacale dell’ambiente, del global warming, dello scioglimento dei ghiacciai, della tutela contro l’uccisione delle foche (sob!), il suddetto blogger e i commentatori di cui sopra hanno commesso un ILLECITO.

Infatti, se pur tuttavia in Italia esista ancora (aihmè) uno sparuto diritto alla libertà di pensiero e di parola, questo non giustifica l’intraprendere una campagna diffamatoria contro l’onesto lavoro che svolgono gli abeti a ridosso delle vacanze.

Per quanto sopra premesso, con la presente si INVITA:

La S.V. a prendere contatto con questo studio legale al fine di risolvere la questione in via bonaria.

Vi significo, inoltre, che, qualora non ricevessi Vostro positivo riscontro entro e non oltre il termine di giorni 15, agirò come riterrò opportuno per la tutela dei diritti dell’intera categoria con riserva di adire le competenti vie legali in sede giurisdizionale per il ripristino della situazione originaria, oltre che il risarcimento dei danni. Questo tipo di azione, essendo soggetta all’ordinamento giuridico vegetale, è una “class action”!

(Ps. Vediamo se le è passata la voglia di ripetere quella dannata frase)

Montreal, 31/12/2008

Avv. Pinus Linneo