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I Paradossi di Zenone di Elea

Agosto 23, 2008 · Lascia un Commento

Aristotele ci riporta due brillanti paradossi zenoniani contro il movimento, ammesso da quasi tutti gli oppositori di Parmenide (di cui Zenone stesso fu discepolo).
Particolarmente famosi sono:

L’argomento, detto della dicotomia, contro l’impossibilità per un ente in movimento di arrivare al
termine di un percorso, e l’altro, una variante del primo, che smentisce clamorosamente la proponibilità di una gara di corsa fra Achille, il “piè-veloce”, ed una tartaruga.

Nel primo caso, infatti,

“non è possibile arrivare all’estremità di un percorso, perché non è possibile percorrere in un tempo finito un numero infinito di punti. Prima di superare la totalità di una distanza data, tu devi superare la metà della distanza stessa; e prima di superare questa metà, devi superare la metà della metà. E così di seguito all’infinito, poiché in qualsiasi spazio dato si trova un numero infinito di punti e tu non puoi toccare un numero infinito di punti, l’uno dopo l’altro, in un tempo finito”.

Achille – afferma, sul filo della medesima logica, il secondo argomento – non supererà mai nella corsa una tartaruga, cui sia stato concesso un benché minimo vantaggio iniziale.

“Egli dovrà prima raggiungere il punto da cui la tartaruga è partita;
ma, nel tempo in cui egli farà ciò, la tartaruga si prenderà un
ulteriore vantaggio; Achille deve di nuovo raggiungerla, ma la
tartaruga ne approfitterà per avanzare ancora”.

A dispetto dell’evidenza sensibile, esisterà, dunque, sempre, fra i due concorrenti, una distanza destinata a ridursi ma non ad annullarsi. (se vuoi capire meglio i risvolti matematici, clicca qui)

Ne deduco che non potrò mai vincere una maratona.

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